Allora, gli ultimi saranno i primi e i primi saranno gli ultimi. Molti saranno chiamati, ma pochi saranno scelti”. (Mt.20,16)

La speranza che sonnecchia nel profondo del cuore di ciascuno di noi è che un giorno saremo annoverati tra gli ultimi, che Cristo ama, e sarà loro restituita la piena dignità di figli di Dio.

Già Cicerone, nell’antica Grecia, affermava: “Quello che si chiama “volto” non può esistere in nessun altro animale, se non nell’uomo”. Quindi a quel tempo gli schiavi erano considerati letteralmente “senza volto”.

Il filosofo GIORGIO AGABEN afferma che agli animali non interessano gli specchi, l’immagine per l’immagine. Gli uomini, al contrario, amano riconoscersi ed essere riconosciuti, vogliono appropriarsi della propria immagine, ricercare la propria verità. Riconosce anche sé stesso, nei volti degli altri.

La vita cristiana è vita concreta – con tutti i suoi mali; in un fallimento o in un successo; in una caduta o in un’ascesa e, in questi tentativi di errori e successi, cerca di assomigliare alla vita di Cristo.

Come sarebbe il volto degli ultimi di cui ci parlano i vangeli e come li vede Dio?! Così si esprime il teologo ANGELO CASSATI: “Il volto degli ultimi è come lo vedeva Dio quando creò l’uomo e la donna – “e vide che era buono e bello” – una parte di Lui abitava quel volto di donna e in quel volto d’uomo. Li aveva creati a Sua immagine, a Sua somiglianza. E la parola immagine, nella lingua antica, non parla di una fotografia, ma di una conservazione della Presenza, della presenza del divino nel volto – siamo tutti volti abitati da Dio”.

Quando questo vivere si identifica con gli ultimi, come accadde con Maria Domenica nel suo contesto storico, la situazione assomiglia a quella descritta dal sacerdote PALAORO, nell’omelia della Festa di Cristo Re: «In ogni persona che soffre, Gesù ci viene incontro, ci guarda, ci interroga e ci ispira a prolungare la sua azione a favore degli esclusi: in nessun altro luogo possiamo riconoscere con più verità il volto di Gesù”.

Maria Domenica ha saputo trasformare la sua visione del vivere in sacramento – sacramento come vivere l’assenza di Cristo nella presenza trasfigurata del Maestro di fronte agli ultimi – essere Cristo per gli ultimi – vedere Cristo negli ultimi.

Antonio Granja, Membro FLMD, Brasile

Marzo 2023

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