Donna di Dio, testimone di tenerezza e misericordia di Dio

Profilo di Suor Romualda
 Sr. Bernardetta Violini

Irma Mugnai, Sr Romualda, nasce il 19 febbraio 1938, a Faltona – Castel Focognano, un paesino del Casentino in provincia di Arezzo. I genitori Guido e Gina Butteri erano cristiani ferventi impegnati nell’educazione e nella crescita della loro numerosa famiglia di sei figli, provvedevano al loro sostentamento con il lavoro dei campi.  Irma era la più piccola, viene battezzata otto giorni dopo la nascita (27/02/1938), cresimata all’età di sette anni (6/10/1945). Trascorre una infanzia serena frequentando la scuola elementare e il catechismo.

L’ Adolescenza
Nel periodo dell’adolescenza contrae un’infezione acuta alla gamba sinistra, viene ricoverata nell’Ospedale civile di Bibbiena, dove le nostre sorelle Ministre degli Infermi si prendevano cura dei malati. In seguito agli accertamenti viene diagnosticata una osteomielite acuta e proposto l’intervento chirurgico di amputazione dell’arto. Le sorelle iniziano una novena alla Madre Fondatrice Maria Domenica chiedendo la guarigione della ragazzina; nel frattempo viene stabilito il giorno dell’intervento e chiamato suo padre per firmare l’autorizzazione. Irma viene trasportata in sala operatoria e qui, i medici, con grande sorpresa hanno preso atto della guarigione completa della gamba, si tratta di un vero miracolo ottenuto per intercessione di Maria Domenica, perché anche in seguito Irma, non ha accusato più nessun sintomo legato a questa patologia.
Il cammino verso la Vocazione
Durante la permanenza in ospedale Irma ha conosciuto le nostre sorelle Ministre degli Infermi ed è rimasta attratta dalla tenerezza con la quale avvicinavano gli ammalati, l’attenzione amorevole che avevano per ognuno. Inoltre, si volevano bene tra di loro sorelle, questa loro testimonianza ha suscitato nella giovinetta il desiderio di farsi suora come loro. La prima persona alla quale ha confidato questo suo segreto è stato il suo papà.
L‘entrata in convento
Irma fa il suo ingresso in convento, il giorno 8 ottobre 1954, a Lucca nella Casa Madre; ha circa 17 anni e porta con sé l’ardore della sua giovinezza, uno sguardo limpido e volitivo e tanta determinazione nel voler seguire Gesù, pur avvertendo il distacco dai suoi genitori, che le volevano tanto bene, e dalle sue ridenti e verdeggianti colline.
Il postulandato
Il cammino di formazione nel postulandato è stato per lei un viaggio alla scoperta del volto dell’Amore, della familiarità con Gesù, un cammino di ascesi gioiosa e di approccio alla sua futura missione accanto ai malati.
La vestizione e il nome nuovo
A distanza di un anno Irma inizia il percorso del Noviziato, il 13 settembre 1955. Il giorno della vestizione si presenta all’altare con l’abito bianco da sposa e riceve il nome di Sr Romualda, segno di una vita nuova. Il sogno di Suor Romualda era quello di indossare la Croce Rossa di San Camillo, di seguire Gesù e “crescere sempre più nel suo grande Amore che è una fornace ardente”, si legge nei suoi scritti.
Sposa di Cristo – La Professione religiosa
Il 15 settembre 1956 con la prima professione religiosa diventa Ministra degli Infermi di San Camillo, sposa di Cristo, il suo cuore è colmo di gratitudine verso il Signore per il “dono meraviglioso della vocazione religiosa, vuole viverla appieno con sempre maggior amore ed entusiasmo”. All’età di 18 anni circa, Sr Romualda raggiunge il suo ideale, e dopo la professione inizia il suo viaggio nelle varie opere apostoliche dell’Istituto: presso l’Asilo infantile a Torre del Lago, la Casa di Cura a Viareggio, il C.T.O. di Firenze, la Casa di Cura di Lucca, l’Ospedale civile di Camaiore, l’Ospedale civile di Bibbiena-AR, la Casa di Cura “Villa Luisa”. In questi luoghi di sofferenza, di speranza, di guarigione, Suor Romualda “ha vissuto con grande gioia e consolazione accanto ai bisognosi sia di cure che di amore”, come ha raccontato lei stessa. Il 16 novembre 1961 all’età di 23 anni circa, emette la professione perpetua e nel 1980 emette il IV voto di assistenza agli infermi anche con il rischio della vita, con queste parole esprime l’aspetto del martirio: “La santità si scrive con l’inchiostro di sangue, si legge nei suoi scritti, perché per raggiungerla richiede atti eroici”.
Il Servizio ai malati 
Suor Romualda ha frequentato il corso di infermiera professionale e di caposala all’ospedale Gemelli di Roma, ovunque era apprezzata ed era amata dai malati, dal personale, dagli infermieri, dai medici; era la bontà in persona, aiutava tutti e anche in comunità era sempre attenta alle necessità e disponibile per le sorelle, materna e spirituale. Si distingueva per la capacità di trasmettere la tenerezza e avvicinare le persone con empatia. Sollecita verso tutti, premurosa, era come una mamma per ogni paziente, specialmente per chi era solo e in gravi condizioni, le stava accanto sacrificando le ore di riposo. Un’altra caratteristica della sua personalità era l’ottimismo: “con l’aiuto di Dio e un po’ di ottimismo, soleva dire, le cose diventano un po’ più facili”. 
L’amore all’Eucarestia
L’Eucarestia è stata sempre la sorgente del suo amore per Iddio e per il prossimo, ad una sorella suggerisce: “Si apra con l’ardore di cui il suo cuore è capace per farsi penetrare dal grande amore che Gesù ha per lei, e più si sentirà piccola e indegna, più Lui potrà lavorare liberamente per trasformarla e farla diventare come una piccola fiamma che non ha altro scopo se non di consumarsi per Lui come dono totale e incondizionato”. La vita di Suor Romualda è espressione di una fede profonda e di una grande speranza, il suo sguardo era sempre rivolto ai beni ultimi dell’esistenza.
Fiducia e abbandono
Suor Romualda era una donna saggia, capace di cogliere l’essenziale nelle varie situazioni della vita, non sempre facili, il suo ottimismo scaturiva dalla sua familiarità con Gesù e con Maria, dal suo continuo contatto con loro. “La cosa più bella, scrive, è vivere in un totale abbandono, abbracciati alla mamma Celeste, lasciarsi trasportare da Lei. È importante lasciarsi accarezzare, chiudere gli occhi e lasciarsi guidare dove vuole Gesù e la mamma del Cielo, tutto concorre al nostro bene e alla nostra crescita spirituale.  Viviamo con questa fiducia e sapremo dire il nostro grazie più bello”.
Donna di Preghiera
Suor Romualda era  una donna di preghiera, al centro della sua vita piena di  gioia c’era il Signore, “l’avvilimento e lo scoraggiamento vengono dal maligno, scrive, il nostro Dio è il Dio dell’amore e della gioia e come tale vuole che percorriamo con Lui tutte le tappe della nostra vita, dai momenti più belli a quelli più tristi, se Lui ci ama, di che cosa dobbiamo avere paura, di nulla, ma dobbiamo lasciarci AMARE così  come siamo, con tutti i nostri limiti e difetti, diamoli a Lui li trasformerà, noi non ne siamo capaci”.
La conformazione a Cristo Crocifisso
A gennaio del 2016 Suor Romualda ha iniziato il suo calvario con la scoperta di un male incurabile; ha affrontato con serenità, nonostante avesse una grande paura, il trattamento con la chemioterapia e le manifestazioni sempre meno gestibili, che l’hanno portata all’aggravamento della sintomatologia dolorosa. Ha sofferto molto ed ha sempre offerto la sua sofferenza per amore in unione con l’Amore Crocifisso suo Sposo.  Alcuni anni prima aveva scritto:” E se siamo un frammento di questo grande amore vuol dire che un domani raggiungeremo il nostro tutto da cui proveniamo per vivere eternamente nell’Amore pieno e totale di cui Lui già qui in terra ci ha circondato ed avvolto”.   A giugno 2018 è stata ricoverata in Casa Betania, assistita amorevolmente dalle sorelle e dal personale, ringraziava sempre tutti per ogni cosa, sopportava tutto con serenità.
Il 31 marzo 2019 Suor Romualda è tornata alla casa del Padre, lascia in ciascuno di noi una grande ammirazione, e una sia di luce.
Rendiamo grazie al Signore per averla donata alla nostra famiglia religiosa e alla Chiesa.

Grazie Sr. Romualda, la splendida testimonianza della tua vita consacrata spesa nella gioiosa donazione a Dio, ai fratelli sofferenti e alle consorelle, ci sprona ad imitarti per essere nel mondo di oggi una profezia della tenerezza e di misericordia come sei stata tu.

Una risposta a “Donna di Dio, testimone di tenerezza e misericordia di Dio”

  1. Gentile Superiora,
    ho appreso la triste notizia della morte di suor Romualda e vengo a porgere anche le mie condoglianze. Desidero, nel contempo, ricordare con voi alcune parole che mi sono state di conforto alla perdita di tante mie consorelle nei 55 anni da che mi sono dedicata al Signore: sono le promesse di nostro Signore e di Suo Figlio per i meritevoli che sono deceduti.

    Rammentiamo ad esempio, ciò che fu detto al profeta Daniele (anche lui uomo dedicato a Dio) al termine ella sua lunga vita di servizio all’Onnipotente, ovvero:
    “Va Daniele o uomo devoto, va pure verso la tua fine. Molti di quelli che dormono nella polvere verranno risuscitati con te per la ricompensa nella resurrezione dell’ultimo giorno”, NELLA SACRA BIBBIA IN DANIELE CAPITOLO 12, VERSI 2 e 13
    Inoltre, tramite il profeta Isaia, ci viene assicurato:
    “Per certo io, Jhawè vostro Dio, per mezzo del mio spirito e della mia rugiada, farò tornare in vita i giusti che giacciono impotenti nei sepolcri”. CAPITOLO 26, VERSO 19
    Anche Cristo, durante il suo ministero terreno, consolò coloro che erano in lutto per una persona buona e perbene con la rincuorante promessa:
    “L’ora viene in cui tutti questi che sono nelle tombe commemorative verranno risuscitati per la vita eterna”. NEL VANGELO DI SAN GIOVANNI CAPITOLO 5, VERSI 28-29
    Le resurrezioni che compì; quelle che le precedettero ad opera dei profeti Elia ed Eliseo; quelle che seguirono per intervento degli Apostoli Pietro e Paolo; la Sua stessa resurrezione per volontà dl Suo Dio e Padre, consentono di pronunciare con fede le parole che furono di Maria alla resurrezione del fratello Lazzaro: ‘Credo nella resurrezione della carne e Credo nella vita eterna!’
    Professione di fede sostenuta dalla successiva promessa dell’Eterno fatta scrivere a San Paolo nella prima epistola ai Corinzi, che recita:
    “I morti saranno risorti per la vita senza fine grazie al sacrificio di riscatto di Cristo…Egli ha vinto la morte per sempre strappandole il velenoso pungiglione”. CAPITOLO 15, VERSI 42 e 54-57

    Cara Superiora, come ci ricordano le Sacre Scritture, è assai vicino il tempo in cui al Messia verrà dato il comando di governare ‘in Terra come in Cielo’ mediante il Regno che tanto invochiamo nella preghiera del Padrenostro (SALMO 2). Allora, su questo pianeta tornato ad essere quel paradiso che era prima che Adamo ed Eva vi introducessero il peccato e la morte con la loro disubbidienza, Geova Dio e Suo Figlio risveglieranno a nuova vita i meritevoli che si sono addormentati nella morte nel corso del tempo – fino al fedele Abele – e li restituiranno agli affetti di quanti vollero loro bene.

    Le promesse del Creatore e del Redentore hanno lenito il mio dolore e confido possano alleviare quello di coloro che seppero apprezzare il ministero e l’amore profuso da suor Romualda.
    Nell’attesa del meraviglioso giorno in cui non avremo più tombe su cui dolerci, teniamoci strette alla certezza della resurrezione che, come un’ancora, rende salda, viva ed operosa la fede!
    Sentitamente, Angela Bertolotti – Via Pirandello 1 -20092 Cinisello Balsamo

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